Ci sono 40 mila domande per lavorare in smart working dal centro della Barbagia.

Sassari A Ollolai, il piccolo comune nel cuore della Barbagia, la lotta allo spopolamento non è solo un’urgenza demografica, ma una vera e propria sfida culturale. Da oltre dieci anni il paese barbaricino è al centro di due iniziative che hanno attirato l’attenzione dei media internazionali. La prima, iniziata dieci anni fa, è quella delle case in vendita a 1 euro, un’idea nata per salvare il patrimonio edilizio abbandonato e ripopolare il centro. Cinque anni fa invece, a questo progetto si è affiancata un’iniziativa ancora più ambiziosa: ospitare nomadi digitali provenienti da tutto il mondo, offrendo loro un mese di soggiorno a un euro, in cambio di condivisione di competenze e scambio culturale.

«È stato un successo clamoroso e inaspettato, una bella cosa – racconta il sindaco Francesco Columbu – abbiamo ricevuto 100 mila richieste da persone interessate ad abitare qui e circa 40 mila disponibili a lavorare in smart working da Ollolai».

L’iniziativa, battezzata “Work from Ollolai”, offre la possibilità di vivere per un mese nel paese pagando simbolicamente 1 euro di affitto, con la sola richiesta di restituire alla comunità qualcosa in termini di conoscenza, esperienze e attività sociali. Il progetto è partito in sordina, ma è letteralmente esploso a livello mediatico, anche grazie alla eco mediatica della proposta “anti-Trump” di qualche mese fa, dove si invitavano gli scontenti delle ultime elezioni americane a trasferirsi a Ollolai.

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